Turismo congressuale topformazione

Il turismo congressuale è un fenomeno in crescita a livello globale: è attivato da coloro che si allontanano dalla propria residenza per partecipare a congressi e a eventi di natura professionale. Perché un viaggio d’affari possa essere considerato tale, deve prevedere almeno un pernottamento lontano da casa e una permanenza nel luogo di lavoro inferiore a trenta giorni. Turismo congressuale e turismo d’affari non sono sinonimi; il congressista partecipa a convegni o a eventi aggregativi, in date, luoghi e strutture predefiniti. Il turista d’affari viaggia per lavoro individualmente e secondo le proprie necessità, può scegliere le date degli spostamenti e usufruisce di servizi altamente personalizzati.

Cos’è il turimo congressuale?

In Italia, il turismo congressuale vale il 19% dell’intera spesa turistica; le città più attive sono Roma e Milano; Firenze, Venezia, Bologna, Rimini, Torino, Genova e Napoli seguono a ruota. Nel 2013, l’Italia era al sesto posto della graduatoria mondiale dei Paesi organizzatori di congressi internazionali: a precederla, Stati Uniti, Germania, Spagna, Francia e Regno Unito (fonte: Libro bianco del congressuale italiano, 2014).
Il turismo congressuale è la risposta alla necessità di uno o più gruppi di persone di incontrarsi in un luogo predefinito per uno scopo professionale. Un evento congressuale può essere promosso da organizzazioni internazionali, organizzazioni non governative, imprese nazionali e multinazionali, associazioni, sindacati e università. Sono eventi congressuali i convegni, le conferenze, le convention, i simposi, le tavole rotonde, i seminari e i workshop. Tutti prevedono uno scambio di informazioni e di idee. A partecipazione libera, i convegni sono organizzati da associazioni, enti o imprese per approfondire argomenti e per condividere risultati; le conferenze trattano temi attuali e interdisciplinari; la tavola rotonda è incentrata su un dibattito tra esperti di settore; i workshop sono eventi, spesso a scopo didattico, destinati a operatori dello stesso settore. A partecipazione ristretta sono i simposi, eventi dai contenuti marcatamente scientifici, i seminari, che prevedono un massimo di cento partecipanti, e le convention, raduni di gruppi aziendali, politici o economici ben definiti. Sono considerate convention le assemblee politiche e le riunioni aziendali, che consentono di convocare contemporaneamente dipendenti, funzionari, commerciali e stakeholder. Eventi congressuali sono anche le feste aziendali, le cerimonie di apertura e di chiusura, i lanci di prodotto e gli eventi fieristici.

L’industria che muove il turismo del congresso

Se l’evento congressuale organizzato è di portata nazionale o internazionale, l’associazione, l’impresa organizzatrice o l’ente promotore avranno l’obiettivo di attrarre il maggior numero possibile di partecipanti: per riuscirci, sceglieranno una sede innovativa, facilmente accessibile e supportata da una rete di infrastrutture congressuali e logistiche idonee; probabilmente opteranno per una destinazione ricca di fascino, di attrazioni e di servizi, inviteranno relatori rinomati e stileranno un programma completo e altamente competitivo.

Proprio per questi motivi il turismo congressuale non può essere sviluppato senza la presenza di un’industria congressuale all’altezza: quest’ultima è costituita dall’insieme dei beni e dei servizi necessari sia per il corretto svolgimento degli incontri sia per il soggiorno dei congressisti e coinvolge attori e figure professionali con abilità e competenze anche molto differenti tra loro. Occorrono una rete di strutture alberghiere e di trasporti all’avanguardia, società di catering e di ristorazione di primissimo livello e imprese del settore comunicazione ed eventi. Occorrono anche professionisti specializzati e con grandi abilità organizzative e comunicative: hostess di convegni e fiere, operatori congressuali, meeting planner, esperti di marketing, event manager… Figure poliedriche, che sappiano creare un evento e valorizzarlo nel migliore dei modi possibili.Turismo congressuale Tofprmazione

Cruciale è anche l’offerta congressuale che un Paese è in grado di offrire: il pubblico congressuale necessita di spazi ampi e di servizi specifici, che possono essere forniti da convention bureaux e club di prodotto, centri fieristici, sedi storiche, palazzi e alberghi congressuali, teatri, cinema, enti statali. I convention bureaux e i club di prodotto sono soggetti capaci di organizzare eventi congressuali a 360°: dalla scelta del centro congressi a quella degli hotel, dall’individuazione degli spazi per la ristorazione all’assistenza congressuale, dal servizio catering ai servizi di traduzione e interpretariato.

Il turismo congressuale in Italia

Per quanto riguarda il turismo congressuale nella penisola, molto ancora deve essere fatto, a cominciare da una maggior valorizzazione del brand “Italia”. A penalizzare il paese sono soprattutto la mancanza delle infrastrutture e dei centri congressuali e la frammentarietà del tessuto imprenditoriale: la netta prevalenza delle piccole imprese rende più difficoltosa la creazione di una rete di servizi di prim’ordine.

Naturalmente, molti sono anche gli aspetti positivi: castelli e residenze storiche abbandonate sono stati restaurati e trasformati in centri congressi prestigiosi e dal raffinato gusto estetico; strutture alberghiere, università, cinema, teatri e centri fieristici – molti dei quali si sono affermati come rinomati centri congressuali – offrono soluzioni flessibili e un’ampia libertà di scelta. Nel 2015, in Italia i centri congressuali ospitati da strutture alberghiere erano circa 4500; 900 i centri congressuali ospitatati in strutture non alberghiere.

Un ulteriore valore aggiunto è rappresentato dall’arte, dalla cultura, dalla gastronomia e dai contesti naturalistici, che costituiscono una cornice invidiabile; a oggi, le destinazioni più richieste per i convegni e per gli eventi congressuali sono nel Centro e nel Nord Italia, aree che vantano maggiori infrastrutture e centri congressi.
Nonostante non abbia ancora espresso tutte le sue potenzialità, il turismo congressuale in Italia rimane un settore importante sia per l’industria turistica sia per l’economia del Paese: rispetto al turismo da tempo libero, è caratterizzato da una spesa media pro-capite maggiore – il congressista vanta una spesa media giornaliera del +200% rispetto a quella di un turista tradizionale – e dall’assenza di una accentuata stagionalità, sebbene gran parte degli eventi e dei congressi siano concentrati nel secondo semestre dell’anno. La capacità del turismo congressuale di essere complementare ad altre forme di turismo e, talvolta, di rafforzarle – un business traveler, ad esempio, può organizzare con la propria famiglia una vacanza nello stesso paese in cui si è recato per lavoro – può essere un punto di forza per un ulteriore sviluppo economico. Il turismo congressuale non favorisce solo la crescita economica, ma anche quella dei servizi: l’industria congressuale offre numerosi sbocchi lavorativi, in più settori. Per coloro che desiderano lavorare nella Meeting Industry, Corsi e master in turismo possono fornire tutte le competenze necessarie per affermarsi nel settore.

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