Le fonti energetiche rinnovabili (idroelettrica, geotermica, eolica, solare…) sono ormai pienamente diffuse a livello mondiale, grazie a un sempre più forte sviluppo dell’industria energetica che di esse si serve per generare nuove forme di energia. Si tratta di fonti che, oltre a essere inesauribili, hanno un impatto ambientale nullo, in quanto non producono né gas serra né scorie inquinanti da smaltire. Come riportato dallo sportello informativo on line di Legambiente, negli ultimi anni la quota mondiale percentuale di energia prodotta tramite queste fonti è notevolmente aumentata; si stima, infatti, che le fonti rinnovabili di energia nei prossimi dieci anni vivranno una crescita senza paragoni (soprattutto per quanto riguarda l’eolico e il solare).

Un’industria energetica efficiente sta alla base di un sistema economico-sociale “pulito” e “verde”, che garantisca una più corretta interazione tra l’uomo e l’ambiente, senza penalizzare lo sviluppo e il progresso economico.

Capire cos’è la Green Economy per un futuro ecosostenibile

Come riporta il sito dell’UNEP (United Nations Environment Programme), per Green Economy si intende in generale il risultato del miglioramento del benessere dell’uomo e della social equity – definita come una condizione di eguaglianza all’interno di uno sviluppo sostenibile – cui si accompagna una significativa riduzione dei rischi ambientali e della carenza ecologica. In termini pratici, per capire davvero cos’è una green economy, si può pensare a un’economia low carbon, caratterizzata, cioè, da un sistema di produzione e consumi a basso contenuto di carbonio, ovvero a ridotte emissioni di CO2 nell’atmosfera. A livello globale si sta spingendo verso la promozione di un’economia “verde” per ridurre i fattori di rischio associati ai cambiamenti climatici in atto; il fulcro delle politiche praticate risiede nello sviluppo e nell’innovazione tecnologica delle energie rinnovabili e delle energie pulite, oltre che nell’edilizia e nei trasporti sostenibili. In una green economy la crescita del reddito e dell’impiego è monitorata da investimenti pubblici e privati che vogliono ridurre l’inquinamento, prevenendo la perdita di biodiversità e la distruzione degli ecosistemi.

Per capire quanto possano risultare determinanti queste economie per un cambiamento drastico del nostro stile di vita, ci basti pensare che per il 30% delle piccole e medie imprese italiane, la green economy è stata considerata uno strumento per uscire dalla crisi economica.

La crescita dei green jobs per un nuovo mercato del lavoro

Di pari passo con la messa in pratica di una green economy, si muove l’incremento dei cosiddetti green jobs, definiti dall’UNEP come “quelle occupazioni nei settori dell’ambiente, dell’agricoltura, del manifatturiero, nell’ambito della ricerca e sviluppo, dell’amministrazione e dei servizi che contribuiscono in maniera incisiva a preservare o restaurare la qualità ambientale”. I green jobs hanno infatti come fondamentale obiettivo quello di ridurre l’impatto ambientale delle imprese a un livello sostenibile, trovando strategie per limitare il consumo di energia, di materie prime e di acqua; questo comporta, tra l’altro, benefici ecologici evidenti, come il contenimento dell’effetto serra, ed economici, quali la riduzione della dipendenza dai combustibili fossili.

Di che mestieri si tratta, quando parliamo di green jobs?

Tra i vari green jobs, il profilo più ricercato, perché più noto, è sicuramente quello dell’installatore di impianti fotovoltaici e di pannelli solari, mentre, per quanto riguarda professionisti con grande preparazione tecnica, possiamo citare:

  • l’auditor ambientale
  • il certificatore energetico
  • il disaster manager
  • l’esperto di risparmio energetico
  • il manager verde
  • il quality manager
  • avvocati esperti di legislazione in tema di sostenibilità ambientale

Tra tutte queste figure professionali, quella dell’energy manager è una delle più prestigiose, per diventare energy manager è necessario conseguire un master in Energy Management per acquisire le competenze necessarie a ricoprire questo ruolo così articolato. Il compito principale dell’energy manager è quello di analizzare, monitorare e ottimizzare l’utilizzo dell’energia da parte delle imprese e degli enti, pubblici o privati, per cui lavora, consentendo così di conseguire benefici economici, energetici e ambientali legati alla produzione di beni e servizi. Un ruolo divenuto esponenzialmente sempre più importante negli ultimi anni e che incarna un efficace direzionamento delle forze messe in campo dalle aziende per conseguire brillanti risultati in termini di resa e di autonomia, mantenendo costantemente un’immagine “green” e diminuendo gli sprechi.

Iscriviti alla Newsletter di Topformazione.it

Leave a Reply